Installazione:         COLOR-azione  8: “oltre un cielo blu mare

di Sergio Morello

Arte ambientale estate 2018, Corso San Gottardo Chiasso

ABSTRACT

Questa estate il centro pedonale di Chiasso propone nuovamente l’installazione dell’artista chiassese Sergio Morello intitolata “oltre un cielo blu mare”. La gestualità realizzata con tubi di diverse misure in plexiglass di due tonalità d’azzurro permette di riferirsi concettualmente al tratto lineare caratteristico dei binari ferroviari che hanno segnato la storia di Chiasso e l’elemento creativo per antinomia della profondità del colore blu che unisce cielo e mare con la linea dell’orizzonte andando però “oltre” fino a raggiungere una visione onirica. Il suono del vento nei tubi colorati, sarà differente nei diversi momenti della giornata. Così come differenti saranno i riflessi di luce e ombra generati, e le infinite vibrazioni che accompagneranno l’estate chiassese in una versione inconsueta di “arte ambientale” che incuriosirà e favorirà la passeggiata lungo corso San Gottardo.

 

TESTO  CRITICO

 

Oltre il blu c’é una profondità blu

Vedere il blu dei tubi contro il cielo e andare oltre, nel tempo della sua percezione, richiama alla mente l’artista Yves Klein (1928-1962) e tutti gli esponenti del “Nouveau Réalisme  che proposero “un nuovo avvicinarsi percettivo al reale” dichiarato nel documento programmatico del gruppo firmato con Pierre Restany  il 27 ottobre 1960 a Parigi e manoscritto in 9 esemplari su carte blu rosa e oro.

Il loro linguaggio creativo si appropria in maniera diretta e primaria del reale attraverso un’energia comunicativa fatta di lucida e giocosa follia, anche corporale.

L’appropriazione del reale presuppone di viverne il senso assoluto nella sua essenza.

L’arte d’azione che ne deriva, sposta definitivamente l’astrazione simbolica dal suo piedestallo referenziale nel campo della relazione temporale in continuo divenire dell’arte concettuale e  ambientale. Libera  inoltre i meccanismi psichici operativi dall’assillante impegno della rappresentazione della metafora.

L’opera d’arte riacquista finalmente lo spazio-tempo della presentazione, non intesa come risultato, ma come azione che possiede la precarietà.

Il precario è portatore di comunicabilità estesa fino all’immateriale e supera così le barriere del proprio codice linguistico per entrare, quale immagine mentale, nel patrimonio collettivo della coscienza universale.

Questi pensieri si trovano nella breve vita di Yves Klein intesa come opera d’arte in sé, fisica e immateriale.

Un peintre doit peindre un seul chef-d’oeuvre: lui même, constamment”.

L’artista contemporaneo Yves Klein ha dato lo scacco definitivo alla pittura oggettuale quando impregnò di blu le spugne e le sue modelle nude affermando:  “… il y a un bleu et puis il y a une profondeur bleu”.

La profondità del blu unisce nell’immensità del vuoto, il cielo e il mare, in una visione concettuale che permette di immaginare sia l’uno che l’altro in una esperienza di immersività complessiva che coinvolge il soggetto e la realtà urbana.

 

 

L’ARTE AMBIENTALE DI SERGIO MORELLO

L’evento di arte ambientale a Chiasso costituisce l’occasione per Sergio Morello di riprendere in un’ottica di sguardo prospettico urbano la sua espressione di arte concettuale che è stata caratterizzata dalle “COLOR-azioni” con le quali, tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Duemila, egli ha proposto in maniera singolare una declinazione del tema della Land Art fra le prime in Svizzera e sicuramente di spicco a livello internazionale.

A tal proposito si ricordano gli inizi avvenuti con “COLOR-azione 1”, realizzata con il tinteggio a mano di bende in tessuto stese sotto il ponte di Castel San Pietro (1979), seguita da “Pittura-musica ambientale precaria” tenutasi nell’Aula Magna del Ginnasio di Morbio Inferiore (1980) accompagnata da musiche originali di Francesco Hoch, poi evidenziata dalla performance del “Bateau ivre” sulla collina dell’Istituto Agrario Cantonale di Mezzana (1982) con vele in stoffa (sradicate nottetempo da una bufera di vento), quindi con il “Mare in scatola” a Casa Rusca a Locarno (1984) e con la “Cassa cromatica” in Piazza Boffalora a Chiasso (1988) ove la stesura a pennello di colorazioni trasparenti su carte giapponesi hanno animato cromaticamente ed emotivamente un luogo urbano della città di confine, sino alla performance della “Ragnatela”, sempre realizzata a Chiasso (1997) nella Stazione ferroviaria e COLOR-azione 7 presso la Sala del Torchio a Balerna. Si tratta di performances legate all’arte ambientale che costituiscono un’esperienza singolare e distintiva della poetica di Morello a queste si aggiunge con l’estate 2017 COLOR-azione  8: “oltre un cielo blu marein Corso San Gottardo a Chiasso.

 

NOVITÀ

La performance ambientale COLOR-azione n.8 “oltre un cielo blu mare” sarà accompagnata, come avviene di consueto nel caso di questo tipo di arte che poi una volta “smontata” scompare,  da una fotolito in cartella di color blu su carta a mano a tiratura limitata, numerata e datata nonché firmate dall’artista Sergio Morello che sarà in vendita presso alcuni luoghi di Chiasso.

 

 

 

BIOGRAFIA

Sergio Morello, artista chiassese con Atelier in Via Giocondo Albertolli n.1, ha da poco compiuto gli ottant’anni ma la sua creatività senza confini –che l’ha contraddistinto fin dagli anni sessanta –  non ha limiti e continua a generare con grande energia opere e performance. Egli trascorse la sua infanzia e la prima adolescenza a Balerna, dove esprime il desiderio di essere artista, ma deve ritornare a Chiasso con la famiglia per intraprendere l’apprendistato in una casa di trasporti internazionali. Conseguito il diploma commerciale, inizia gli studi d’arte lavorando, dapprima a Basilea e poi a Ginevra, dove segue i corsi serali della scuola di arti grafiche applicate. Nel 1965 si trasferisce a Milano dove, ottenuta la maturità artistica, frequenta l’Accademia di Brera. Conclude gli studi accademici nel 1970 con una tesi su Otto Dix e la Neue Sachlichkeit, discussa con Guido Ballo, argomento questo che lo influenzerà molto nella sua prima attività artistica. All’Accademia di Brera ha occasione di confrontarsi con  specialisti e studiosi fuori corso come Silvio Ceccato, Umberto Eco, Luigi Pestalozza, esponenti degli “ateliers populaires” della Sorbona, Alik Cavaliere allora assistente di Marino Marini e molti altri artisti contemporanei. Sono i tempi delle lotte studentesche e della pittura politica e della riflessione sul ruolo dell’arte e dello specifico pittorico. Morello è cofondatore del gruppo «Riflessione 1971», ha una militante attività espositiva, attraverso il pensiero guida di Mario de Micheli e Giorgio Seveso. A metà degli anni Settanta torna nel Ticino dove inizia la ricerca sull’autonomia e la libertà del colore, che uscendo dall’immagine, resta sulla tela senza altro significato che se stesso: il pigmento. È il periodo della “pittura procedimento”. Questa fase porterà successivamente alla liberazione totale del colore dal supporto tradizionale del quadro che si concretizza nell’intervento di “Land Art” che inaugura il periodo di arte ambientale. Nel 1983 avviene l’incontro con Carmelo Strano, il filosofo della “Docile Razionalità”, che gli conferma la validità del suo operare invitandolo all’importante simposio su arte e filosofia da lui organizzato a Giulino di Mezzegra al quale partecipano italiani e stranieri.

Il gioco di riflessioni infinite dei segni pittorici, tracciati su carta giapponese, nelle lastre specchianti nei suoi interventi di arte ambientale, possono essere visti come il punto di partenza della pittura sulle tavole di legno concave/convesse che vanno a seguire. Dopo gli anni Ottanta, infatti, subentra un periodo di soli progetti tra i quali la “Colorazione quotidiana”, l’Idropittura, gli “Attendamenti urbani 1-2-3”, il “progetto 7” del 1991, la “Tenda di meditazione sul lago” e l’Aquilone,  che segue con un’incisione a colori a tirata limitata.

Oltre ai critici che hanno vissuto e accompagnato direttamente le esperienze del pittore, dalla pittura sociale alla “pittura procedimento analitico”, al momento ambientale fino al ritorno alla pittura su supporto,si sono occupati cronologicamente della sua opera con scritti, recensioni, interviste molti critici in ambito internazionale.

 

 

PER SAPERNE DI PIÙ

Sergio Morello. Trasformazioni e tensioni tra pittura e performance, a cura di Dalmazio Ambrosioni e Nicoletta Ossanna Cavadini, catalogo della mostra tenutasi a Spazio Officina dal 23 ottobre al 29 novembre 2015, Edizioni Progetto Stampa Chiasso.